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E dal profondo del suo vano oscuro e freddo, la batteria IMPLORÒ: "no, non farlo… ti prego, sto già male"
Siamo in pieno inverno. I bei mesi caldi in cui andavamo in giro in moto con le maniche corte ci sembrano un ricordo irreale talmente fa freddo: -6°C, brrr…! Sta piovendo da settimane e ha anche nevicato. Poi la neve rimasta per terra è diventata poltiglia, grigiastra, che schifo! Non è certamente la situazione che ti inviti a fare un giro con la beneamata GoldWing, oltre tutto perché rischia di diventare improvvisamente leggera –troppo leggera- su un fondo così, mi capite… Ma ecco che improvvisamente si affaccia oggi, proprio di domenica, un bel sole in un bel cielo terso. L’aria è fredda ma secca. Quasi, quasi mi faccio un giretto, così approfitto anche per ricaricare la batteria: faccio sì e no una trentina di chilometri, ma basteranno per darle una bella rinvigorita, già che mi era sembrata proprio stanca l’ultima volta che l’ho accesa in garage per provare l’ultimo gingillo luminoso che ho appena fatto in tempo ad applicare alla moto prima di questa improvviso cambio di stagione! Mi avvicino al pulsante di avviamento con il polpastrello del pollice della mano destra ormai un po’ allargato per deformazione “professionale” quando, improvvisamente, mi pare di sentire una vocina che proviene dal basso, una vocina flebile ma distinta, quasi un debole lamento; esito un momento, spengo la radio, il CD changer e il CB : “No, ti prego, non farlo, mi sento debole, al ritorno ti sembrerà che stia bene, invece starò peggio… pietà!”. Ma è la batteria; parla! Anzi si lamenta, non vuole essere caricata? No, amico mio, la povera piccola e stanca batteria vuole proprio essere caricata, ma non a sberle di 20 A –che tra l’altro non riuscirebbe neanche a digerire proprio perché è già un po’ scarica! Fosse in piena forma reggerebbe questo trattamento, anche se malvolentieri! Essa ha solo 20 Ah ed è pure stanca, e quando la riporti in garage dopo il famigerato breve giro invernale a te sembra che si sia ripresa e poi tutte le volte la ritrovi quasi subito ancora più giù! È un mistero che proprio non riesci a capire, vero. Bene, ti spiego io il perché (me lo ha confidato la batteria parlando in “batteriese”, ma io la sua lingua un po’ l’ho imparata). Devi sapere che l’impianto di ricarica è formato dalla batteria (ovviamente), dall’alternatore (ovviamente) e anche dal regolatore (un po’ meno ovviamente). La batteria ti fornisce la corrente quando ti serve; l’alternatore, invece, la fornisce sia a te (MA ATTENZIONE: UN ALTERNATORE NON DEVE MAI FUNZIONARE SENZA UNA BATTERIA COLLEGATA, PENA LA MORTE DI TUTTI I DISPOSITIVI ELETTRONICI!) che alla batteria per restituirle l’energia che ha speso; e il regolatore serve a limitare la tensione –i Volt- prodotta dall’alternatore (che altrimenti salirebbe alle stelle, distruggendo sia la batteria, sia tutti gli apparati elettrici di bordo (come prospettiva non c’è male). E la corrente, cioè gli A? chiederete all’unisono. No problem, amici: contrariamente alla dinamo che in assenza di un apposito regolatore di corrente finirebbe per distruggersi, fondendo i suoi avvolgimenti interni, l’alternatore è –per sua natura- autolimitato in corrente, cioè una volta arrivato al massimo non ne produce di più e non patisce minimamente alcuna richiesta supplementare che esso non è in grado di soddisfare. E in tutto ciò che c’entra il fatto che la batteria non si ricarica con il giretto invernale? Eh sì c’entra: la batteria è un generatore elettrochimico… reversibile (una specie di bagno galvanico, ma qui entriamo nel complicatino e consiglio di sorvolare, non per la difficoltà di capire quanto perché l’argomento sarebbe un po’ noioso in quanto un po’ distante dall’aspetto pratico-applicativo che per noi è più interessante). In breve, proprio per la loro natura di generatore elettrochimico di tipo galvanico, le batterie veicolari hanno la cattiva (o forse è meglio dire la buona) abitudine di rispondere alla carica dell’alternatore con un valore di tensione. In altre parole, la batteria che per esempio aveva un valore di tensione (A VUOTO, cioè in assenza di carico) di 12,21 Volt, dopo appena un po’ che l’alternatore inizia a caricare, risponde con una tensione in apparenza buona: per esempio, 12,99 Volt; questa si chiama CARICA APPARENTE, ed è quella che ci frega! Perché l’alternatore a questo punto dice: "OK, vedo che sei quasi a posto, allora rallento la mia carica". Dopo un po’, naturalmente la tensione della batteria scende di nuovo in quanto chiamata a fornire corrente alla solita luminaria, ecc., ecc. Allora l’alternatore dice: "Ah, vedo che hai bisogno di carica!" E giù a caricare. Ma subito dopo, ricomincia il giochetto: la batteria manda a dire con la sua tensione di carica apparente all’alternatore di essere a posto; e lui smette di nuovo. E questo viavai continua all’infinito (infatti la carica della batteria è del tipo a scalini). Il risultato è che in un tempo lungo, PARTENDO DA UNA BATTERIA BEN CARICA, il regolatore riesce a far sì che la batteria rimanga carica, sempre che non si verifichino gli scompensi di assorbimento che abbiamo visto le volte precedenti dovuti a un bilancio elettrico deficitario in partenza. Invece, una batteria scarica MAI E POI MAI si caricherà semplicemente utilizzando il veicolo, a meno di fare un migliaio di chilometri; ma, a questo punto, non si tratta più di fare un giretto invernale… Le prossime volte vedremo come si deve caricare correttamente un batteria, come si fa a sapere qual è esattamente la condizione di carica della batteria e come si può fare per mantenere una batteria costantemente in efficienza senza alcuna fatica.
Ciao a tutti da Vittorio
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