Gold Wing Club Italia
DAL 1982 IL CLUB UFFICIALE DEI GOLDWINGERS ITALIANI

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Statuto

ART. 1 E’ COSTITUITA CON SEDE A BOLOGNA (ora VIA CONDOVE 26 - 10129 TORINO) L’ASSOCIAZIONE “GOLD WING CLUB ITALIA 1989”. L’ASSOCIAZIONE E’ APOLITICA ED ACONFESSIONALE, SENZA FINI DI LUCRO, ED HA PER SCOPO LA PROMOZIONE E L’INCREMENTO DELLO SPORT MOTOCICLISTICO, INIZIATIVE CULTURALI, TECNICHE E DI ASSISTENZA RECIPROCA, FRA GLI ASSOCIATI, L’UTILIZZO RICREATIVO DELLA MOTO. IL TUTTO CONFORMEMENTE ANCHE ALLE REGOLE E ALLO SPIRITO DEL G.W.E.F. I COLORI SOCIALI SONO ORO SU SFONDO BLU. L’ANNO SOCIALE , AGLI EFFETTI SPORTIVI ED AMMINISTRATIVI, HA INIZIO L’ 1 GENNAIO E TERMINA IL 31 DICEMBRE DI OGNI ANNO. LA DURATA DELL’ASSOCIAZIONE E’ FISSATA FINO AL 31 DICEMBRE 2019 E LE SUE FINALITA’ ED I SUOI SCOPI NON POSSONO ESSERE VARIATI SE NON CON IL CONSENSO DELLA TOTALITA’ DEI SOCI.

ART. 2 I SOCI - L’ASSOCIAZIONE SI COMPONE DI SOCI CHE HANNO TUTTI GLI STESSI DIRITTI. POSSONO ESSERE NOMINATI SOCI ONORARI GLI EX PRESIDENTI E VICE PRESIDENTI DELL’ASSOCIAZIONE E LE PERSONALITA’ CHE ABBIANO RESO SEGNALATI SERVIZI ALLA ASSOCIAZIONE ED ALLO SPORT ITALIANO. POSSONO ESSERE NOMINATI SOCI BENEMERITI COLORO I QUALI HANNO ACQUISITO SPECIALI BENEMERENZE NEI CONFRONTI DELL’ASSOCIAZIONE PER CUI SI DEVE LORO PARTICOLARE RICONOSCENZA. I SOCI ONORARI E BENEMERITI VENGONO NOMINATI DALLA ASSEMBLEA SU PROPOSTA DEL CONSIGLIO. PER DIVENIRE SOCI OCCORRE PRESENTARE DOMANDA DI AMMISSIONE ED AVERE COMPIUTO IL DICIOTTESIMO ANNO DI ETA’. L’ESAME ED IL CONSEGUENTE ACCOGLIMENTO O RIGETTO DELLE DOMANDE SONO DEVOLUTI ALLA COMPETENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO. E’ ESCLUSA LA TEMPORANEITA’ DELLA PARTECIPAZIONE ALLA VITA ASSOCIATIVA.

ART. 3 DIRITTI DEI SOCI. TUTTI I SOCI IN REGOLA CON IL PAGAMENTO DELLA QUOTA ASSOCIATIVA HANNO PARITA’ DI DIRITTI PER L’ESERCIZIO DELLE FACOLTA’ DI VOTO NELLE ASSEMBLEE, PER L’ASSUNZIONE DELLE CARICHE SOCIALI, PER LE MODIFICHE DELLO STATUTO E DEI REGOLAMENTI E PER LA NOMINA DEGLI ORGANI DIRETTIVI DELL’ASSOCIAIZONE. TUTTI I SOCI POSSONO ESSERE ELETTI A RICOPRIRE LE CARICHE DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI, VIGE IL PRINCIPIO DEL VOTO SINGOLO DI CUI ALL’ART. 2532 CO.2 C.C.

ART. 4 DOVERI DEI SOCI. TUTTI I SOCI SONO VINCOLATI AL RISPETTO DEL PRESENTE STATUTO.

ART. 5 QUOTE DI CONTRIBUZIONE. LA QUOTA SOCIALE E’ UGUALE PER TUTTI I SOCI ED E’ STABILITA’ DAL CONSIGLIO DIRETTIVO ANNUALMENTE. IL PAGAMENTO DELLA QUOTA SOCIALE DEVE ESSERE EFFETTUATA IN UNICA SOLUZIONE. IL SOCIO MOROSO DEVE ESSERE RICHIAMATO DAL CONSIGLIO DIRETTIVO AL PAGAMENTO DELLA QUOTA SOCIALE DOVUTA, IN CASO DI INADEMPIENZA, TRASCORSO IL TERMINE FISSATO NEL RICHIAMO STESSO, IL SOCIO PERDE OGNI DIRITTO SOCIALE.

ART. 6 RECESSO DEI SOCI. I SOCI POSSONO CESSARE DI FAR PARTE DELL’ASSOCIAZIONE PRESENTANDO LE LORO DIMISSIONI ALMENO TRE MESI PRIMA DELLA SCADENZA DELL’ANNO SOCIALE: ESSE, TUTTAVIA, NON LIBERANO IL DIMISSIONARIO DA IMPEGNI ECONOMICI ASSUNTI PER L’ANNO IN CORSO. IN NESSUN CASO I DIMISSIONARI HANNO DIRITTO ALCUNO DI QUOTE O AD ALCUNA RIPARTIZIONE DI ATTIVITA’ SOCIALI.

ART. 7 SOSPENSIONE ED ESCLUSIONE DEI SOCI. POSSONO ESSERE SOSPESI DALL’ESERCIZIO DEI DIRITTI SOCIALI I SOCI DI QUALSIASI CATEGORIA CHE, A GIUDIZIO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO, VENGANO A TROVARSI IN CONDIZIONI DI INCOMPATIBILITA’ CON L’ATTIVITA’ DEL SODALIZIO. SONO CAUSE DI ESCLUSIONE DALLA ASSOCIAZIONE, DA PREANNUNCIARSI DAL CONSIGLIO DIRETTIVO, LA MOROSITA’ DEL SOCIO E LA SUA INDEGNITA’ PER GRAVI MOTIVI. LE INFRAZIONI ALLO STATUTO, AI REGOLAMENTI GWCI ED ALLA DISCIPLINA SOCIALE DA PARTE DEI SOCI SONO PERSEGUITE DAL CONSIGLIO CON L’AMMONIMENTO VERBALE, SCRITTO E CON LA SOSPENSIONE TEMPORANEA SECONDO LA GRAVITA’ DELLA MANCANZA. NEI CASI GRAVI E’ PREVISTA L’ESPULSIONE. IL CONSIGLIO DIRETTIVO PUO’ RIFIUTARE IL RINNOVO DELLA TESSERA AI SOCI CHE SIANO INCORSI IN MANCANZE, ANCHE NON GRAVI, MA CHE RAPPRESENTINO MOTIVO DI DISTURBO PER IL BUON ANDAMENTO SOCIALE. CHI, PER QUALSIASI MOTIVO, CESSA DI FAR PARTE DELLA ASSOCIAZIONE PERDE OGNI DIRITTO INERENTE ALLA QUALITA’ DI SOCIO ED OGNI DIRITTO SUL PATRIMONIO SOCIALE. CONTRO I PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE ED ESCLUSIONE ASSUNTI NEI SUOI CONFRONTI, IL SOCIO PUO’ RICORRERE AL COLLEGIO DEI PROBIVIRI ENTRO QUINDICI GIORNI DALLA COMUNICAZIONE, DA EFFETTUARSI A MEZZO LETTERA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO.

ART. 8 ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE. GLI ORGANI DELLA ASSOCIAZIONE SONO: L’ASSEMBLEA DEI SOCI, IL CONSIGLIO DIRETTIVO, IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI. POSSONO ESSERE ALTRESI’ ISTITUITI ORGANI TEMPORANEI E STRAORDINARI DI REGGENZA DI GESTIONE E COSTITUITE COMMISSIONI CON SPECIALI FUNZIONI ED INCARICHI.

ART. 9 ASSEMBLEA DEI SOCI. L’ASSEMBLEA DEI SOCI E’ L’ORGANO SOVRANO DEL SODALIZIO E LE SUE DELIBERAZIONI VINCOLANO GLI ASSENTI E I DISSENZIENTI. LE ASSEMBLEE SONO ORDINARIE E STRAORDINARIE E SONO CONVOCATE DAL CONSIGLIO DIRETTIVO O, IN DIFETTO, DALLA META’ PIU’ UNO DEI SOCI AVENTI DIRITTO AL VOTO. TUTTI I SOCI IN REGOLA CON IL PAGAMENTO HANNO IL DIRITTO DI INTERVENIRE ALLE ASSEMBLEE. L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEVE ESSERE CONVOCATA ENTRO QUATTRO MESI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO SOCIALE, E RECARE ALL’ORDINE DEL GIORNO LA APPROVAZIONE DEL BILANCIO CONSUNTIVO, DEL BILANCIO PREVENTIVO PER L’ANNO SEGUENTE E PER DELIBERARE SU OGNI ALTRO ARGOMENTO POSTO ALL’ O.D.G. E PER LA NOMINA DEI COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI. L’ASSEMBLEA E’ CONVOCATA ALTRESI’ OGNI QUALVOLTA IL CONSIGLIO DIRETTIVO LO RITENGA NECESSARIO. QUANDO PARTICOLARI ESIGENZE LO RICHIEDANO, A GIUDIZIO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO, L’ASSEMBLEA ORDINARIA PUO’ ESSERE CONVOCATA ENTRO SEI MESI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO SOCIALE.

ART.10 CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA. L’ASSEMBLEA E’ CONVOCATA MEDIANTE COMUNICAZIONE SUL SITO INTERNET DELL’ASSOCIAZIONE CONTENENTE L’ELENCO DEGLI ARGOMENTI ALL’ORDINE DEL GIORNO ALMENO QUINDICI GIORNI PRIMA DI QUELLO FISSATO PER L’ADUNANZA.

ART.11 INTERVENTI PER DELEGA. IL SOCIO CON DIRITTO AL VOTO PUO’ DELEGARE PER ISCRITTO UN ALTRO SOCIO, NON MEMBRO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO, A RAPPRESENTARLO IN ASSEMBLEA. CIASCUN SOCIO NON PUO’ RICEVERE PIU’ DI TRE DELEGHE.

ART.12 DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA. LE DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA SONO PRESE A MAGGIORANZA DI VOTI E CON LA PRESENZA DI ALMENO LA META’ DEGLI ASSOCIATI. IN SECONDA CONVOCAZIONE, DA TENERSI IN UN GIORNO SUCCESSIVO E COMUNQUE NON OLTRE DIECI GIORNI DALLA PRIMA. LA DELIBERAZIONE E’ VALIDA QUALUNQUE SIA IL NUMERO DEGLI INTERVENUTI. NELLE DELIBERAZIONI DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO E IN QUELLE CHE RIGUARDANO LORO RESPONSABILITA’ GLI AMMINISTRATORI NON HANNO VOTO. PER MODIFICARE L’ATTO COSTITUTIVO E LO STATUTO SOCIALE OCCORRE LA PRESENZA DI ALMENO TRE QUARTI DEGLI ASSOCIATI E IL VOTO FAVOREVOLE DELLA MAGGIORANZA DEI PRESENTI SALVO QUANTO PREVISTO PER LA MODIFICA DELLO SCOPO SOCIALE ALL’ART. 1 ULTIMO COMMA DELLO STATUTO. PER DELIBERARE LO SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE E LA DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO, OCCORRE IL VOTO FAVOREVOLE DI ALMENO TRE QUARTI DEGLI ASSOCIATI.

ART. 13 CONSIGLIO DIRETTIVO. IL CONSIGLIO DIRETTIVO E’ COMPOSTO DA UN MINIMO DI CINQUE CONSIGLIERI FINO AD UN MASSIMO DI NOVE, VIENE ELETTO DALL’ASSEMBLEA DEI SOCI CHE NE DETERMINA IL NUMERO. I CONSIGLIERI DEVONO ESSERE SOCI, DURANO IN CARICA TRE ANNI E SONO RIELEGGIBILI. SE NEL CORSO DEL TRIENNIO VENGONO A MANCARE UNO O DUE CONSIGLIERI, SUBENTRANO NELLA CARICA QUELLI CHE IMMEDIATAMENTE SEGUONO NELLA GRADUATORIA DELLE VOTAZIONI. OVE PER DIMISSIONI OD ALTRI MOTIVI VENGANO A MANCARE TRE O PIU’ CONSIGLIERI, IL PRESIDENTE DEVE CONVOCARE L’ASSEMBLEA PER LA ELEZIONE DI UN NUOVO CONSIGLIO. NELLA PRIMA RIUNIONE IL CONSIGLIO NOMINA IL PRESIDENTE ED IL VICE PRESIDENTE, SCEGLIENDOLI FRA I SUOI COMPONENTI, NOMINA INOLTRE IL SEGRETARIO TESORIERE, SCEGLIENDOLO ANCHE TRA I SOCI NON CONSIGLIERI. IL CONSIGLIO DEVE UNIRSI ALMENO SEI VOLTE L’ANNO O QUANDO LO RITENGA OPPORTUNO; LE RIUNIONI SONO PRESIEDUTE DAL PRESIDENTE ED IN CASO DI SUA ASSENZA O IMPEDIMENTO, DAL VICE PRESIDENTE. IL CONSIGLIO PUO’ INVITARE A PARTECIPARE ALLE PROPRIE RIUNIONI, CON VOTO CONSULTIVO, I DIRIGENTI ED INCARICATI DELL’ASSOCIAZIONE. PER LA VALIDITA’ DELLE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E’ RICHIESTA LA PRESENZA DI ALMENO LA META’ DEI SUOI MEMBRI. I CONSIGLIERI SONO TENUTI A PARTECIPARE ALLE RIUNIONI DEL CONSIGLIO. SE UN CONSIGLIERE NON PARTECIPA A TRE RIUNIONI CONSECUTIVE SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, E’ CONSIDERATO DIMISSIONARIO.

ART. 14 ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO. AL CONSIGLIO DIRETTIVO SPETTA L’AMMINISTRAZIONE DELLA ASSOCIAZIONE CON TUTTI I POTERI E LE FACOLTA’, ESCLUSI SOLTANTO QUELLI RISERVATI ALL’ASSEMBLEA. IL CONSIGLIO PUO’ NOMINARE NEL PROPRIO SENO UNA GIUNTA ESECUTIVA, DETERMINANDONE LA COMPOSIZIONE ED I COMPITI. E’ IN FACOLTA’ DEL CONSIGLIO NOMINARE SPECIALI COMMISSIONI, ASSEGNANDO ALLE STESSE LE INCOMBENZE ED I POTERI RITENUTI OPPORTUNI. SPETTA INOLTRE AL CONSIGLIO LA DESIGNAZIONE DEL SEGRETARIO E DEI VARI DIRIGENTI ED INCARICATI NECESSARI ALLO SVILUPPO DELLA ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE. PUO’ INOLTRE AFFIANCARE L’OPERA DEI CONSIGLIERI CON COLLABORATORI SCELTI FRA I SOCI. AL CONSIGLIO DIRETTIVO E’ DEMANDATA LA GESTIONE DELLA ASSOCIAZIONE CON FACOLTA’ DI DELIBERARE SU TUTTI I FATTI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE NELLO AMBITO DEL BILANCIO PREVENTIVO,LA COMPILAZIONE E LA APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI, LA DISCIPLINA DELLE VARIE ATTIVITA’, LA CONVOCAZIONE DELLE ASSEMBLEE, LA FORMAZIONE DEL BILANCIO CONSUNTIVO E DI QUELLO PREVENTIVO. LA CARICHE SOCIALI NON SONO REMUNERATE.

ART. 15 ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE. IL PRESIDENTE RAPPRESENTA L’ASSOCIAZIONE. IN CASO DI IMPEDIMENTO O DI SUA ASSENZA, LE SUE FUNZIONI SONO ESERCITATE DAL VICE PRESIDENTE. AL PRESIDENTE SPETTA LA FIRMA SOCIALE E LA RAPPRESENTANZA DEL SODALIZIO DI FRONTE A TERZI ED IN GIUDIZIO, CON FACOLTA’ DI PROMUOVERE ISTANZE GIUDIZIARIE ED AMMINISTRATIVE PER OGNI GRADO DI GIURISDIZIONE ED ANCHE PER GIUDIZI DI REVOCAZIONE, NOMINANDO ALL’UOPO AVVOCATI E PROCURATORI ALLE LITI. IL PRESIDENTE PUO’ RILASCIARE PROCURE E DELEGARE LA FIRMA E LA RAPPRESENTANZA A MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO, DETERMINANDONE I POTERI.

ART. 16 IL SEGRETARIO TESORIERE. AL SEGRETARIO TESORIERE COMPETE 1) LA REDAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E DELLA ASSEMBLEA, CHE DEVONO ESSERE SOTTOSCRITTE DAL PRESIDENTE E DAL SEGRETARIO DOPO LA LORO RATIFICA E DEVONO ESSERE TENUTI A DISPOSIZIONE DEI SOCI CHE NE VOGLIONO PRENDERE VISIONE;2) LA DIFFUSIONE DELLE NOTIZIE E COMUNICAZIONI INTERNE E CON L’ESTERO; 3) L’AGGIORNAMENTO DELL’ELENCO SOCI, COMPRESE LE DISPONIBILITA’ E LE RISORSE INDIVIDUALI; 4) CURARE GLI ASPETTI TECNICO-ORGANIZZATIVI DELL’ASSOCIAZIONE; 5) LA RISCOSSIONE DELLE ENTRATE A QUALSIASI TITOLO; 6) L’EFFETTUAZIONE DEI PAGAMENTI PER LE SPESE PREVISTE DALLE DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO; 7) LA TENUTA DEL REGISTRO DELLE ENTRATE E DELLE USCITE; 8) LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO CONSUNTIVO E DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE; 9)LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO PREVENTIVO SULLA BASE DELLE INDICAZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO. TUTTO QUANTO CONCERNE I PUNTI DA 4) A 9) DEVE ESSERE SOTTOPOSTO ALL’APPROVAZIONE DEL PRESIDENTE.

ART. 17 BILANCIO CONTABILE. AL TERMINE DI OGNI ESERCIZIO SOCIALE IL CONSIGLIO DIRETTIVO REDIGE IL BILANCIO ED IL CONTO ECONOMICO DA SOTTOPORRE ALL’ASSEMBLEA. IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEVE ALTRESI’ PREDISPORRE IL BILANCIO PREVENTIVO PER L’ANNO SUCCESSIVO. L’ASSEMBLEA E’ CHIAMATA AD APPROVARE IL BILANCIO CONSUNTIVO E QUELLO PREVENTIVO.

ART. 18 COLLEGIO DEI PROBIVIRI. IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI E’ COMPOSTO DA TRE MEMBRI ED E’ NOMINATO DALL’ASSEMBLEA FRA I SOCI CHE ABBIANO COMPIUTO IL QUARANTESIMO ANNO DI ETA’ ED ABBIANO LA PIU’ ALTA ANZIANITA’ SOCIALE. IL COLLEGIO DURA IN CARICA TRE ANNI ED I SUOI MEMBRI SONO RIELEGGIBILI. GLI ELETTI NOMINANO IL PRESIDENTE. LA CARICA DI PROBIVIRI E’ INCOMPATIBILE CON QUELLA DI CONSIGLIERE. IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI HA IL COMPITO:A) DI DECIDERE NEI CASI DI CONTROVERSIA CHE POSSONO INSORGERE FRA I SOCI ED IL CONSIGLIO IN MATERIA STATUTARIA E LE SUE DECISIONI SONO INSINDACABILI E VINCOLANTI;B) DI ESPRIMERE UN PARERE CONSULTIVO SU OGNI QUESTIONE CHE IL CONSIGLIO DIRETTIVO RITENGA DI SOTTOPORRE AL SUO ESAME. IL RICORSO AI PROBIVIRI SI EFFETTUA CON COMUNICAZIONE SCRITTA, MOTIVATA, DIRETTA AL PRESIDENTE DEL COLLEGIO. I PROBIVIRI DECIDONO “EX BONO ET AEQUO”, SENZA FORMALITA’ DI PROCEDURA, ENTRO E NON OLTRE TRENTA GIORNI DAL RICEVIMENTO DEL RICORSO, TRASMETTENDO, QUINDI, LA DECISIONE AL CONSIGLIO DIRETTIVO PER I PROVVEDIMENTI CONSEQUENZIALI.

ART. 19 CLAUSOLA COMPROMISSORIA. I SOCI SI IMPEGNANO A NON ADIRE LE VIE GIUDIZIARIE PER DIRIMERE LE LORO EVENTUALI CONTROVERSIE CON L’ASSOCIAZIONE, MA DI SOTTOPORLE ALL’INSINDACABILE GIUDIZIO DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI, SALVO LE CONTROVERSIE DI COMPETENZA INDEROGABILE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA ORDINARIA.

ART. 20 SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE. LO SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE PUO’ ESSERE DELIBERATO SOLO DALL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA CONVOCATA A QUEST’UNICO SCOPO CON AVVISO RACCOMANDATO SPEDITO AD OGNI SOCIO ALMENO QUINDICI GIORNI PRIMA DI QUELLO FISSATO PER LA RIUNIONE. VOTATO LO SCIOGLIMENTO A NORMA DEL DISPOSTO DELL’ART. 12, ULTIMO COMMA, DEL PRESENTE STATUTO, L’ASSEMBLEA DELIBERA LE MODALITA’ DI ESECUZIONE E LA DESTINAZIONE DELLE EVENTUALI ATTIVITA’ SOCIALI. VI E’ L’OBBLIGO DELLA DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO DELL’ENTE, NEL CASO DI SCIOGLIMENTO PER QUALUNQUE CAUSA, AD ALTRA ASSOCIAZIONE CON FINALITA’ ANALOGHE O AI FINI DI PUBBLICA UTILITA’, SENTITO L’ORGANISMO DI CONTROLLO E SALVO DIVERSA DESTINAZIONE IMPOSTA DALLA LEGGE.

ART. 21 DIVIETO DI DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI. DIVIETO DI DISTRIBUZIONE, SIA IN FORMA DIRETTA CHE INDIRETTA, DEGLI UTILI O AVANZI DI GESTIONE NONCHE’ DELLE RISERVE, DEL CAPITALE E DEI FONDI DURANTE LA VITA DELL’ASSOCIAZIONE, SALVO CHE LA DESTINAZIONE O LA DISTRIBUZIONE SIANO IMPOSTE DALLA LEGGE.

ART. 22 INTRASMISSIBILITA’ DELLA QUOTA SOCIALE. INTRASMISSIBILITA’ DELLA QUOTA O CONTRIBUTO ASSOCIATIVO AD ECCEZIONE DEI TRASFERIMENTI A CAUSA DI MORTE E NON RIVALUTABILITA’ DELLA STESSA.

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